giovedì 15 novembre 2007

L'utilizzo di Tor non è garanzia di anonimato

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Intervistato Dan Egerstat , il consulente di sicurezza svedese  salito alla ribalta delle cronache l'11 settembre scorso , quando ha pubblicato sul sito http://www.derangedsecurity.com/ , ora inaccessibile ,  migliaia di indirizzi email, inclusi quelli appartenenti ad almeno 100 ambasciate straniere.
Dan Egerstad giura di aver distrutto questi elenchi.
 
Nell'intervista , Dan spiega acluni dettagli relativi alle modalità con cui è riuscito nella sua impresa. In particolare parla di Tor , il famoso pacchetto utilizzato per navigare in modo "nascosto" in rete:  "People think they're protected just because they use Tor  Not only do they think it's encrypted, but they also think 'no one can find me'," Egerstad says. "But if you've configured your computer wrong, which probably more than 50 per cent of the people using Tor  have, you can still find the person (on) the other side." (Si pensa di essere protetti per il semplice fatto che si utilizza Tor  ma se hai configurato male il tuo computer,  la qual cosa riguarda probabilmente il 50% degli utenti che usano Tor , è ancora possibile risalire alla persona che si trova dall'altro lato)

Cade quindi il falso mito dell'invisibilità totale delle comunicazioni in cui cadono molti utenti Tor .

L'intervista , in inglese , è disponibile per il download qui : http://www.itradio.com.au/security/wp-content/uploads/RB39.mp3

link: http://www.itradio.com.au/security/?p=48

 

1 commento:

  1. Beh , lui è diventato famoso proprio perchè in tantissimi (migliaia di indirizzi email) non hanno saputo leggere la home page di tor , come tu dici ... :-)

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